domenica 27 novembre 2011

*
mi saresti selvatico, anche
distratto componendo il solito vento, l’onda
quasi fossi spicchio -o mappa

o corpo

a frastagliare i discorsi pesanti, come quelli che
trattengono le palme ai pungoli del letto, al passare dei giorni
eludendo la prima imperfezione, la coperta sghemba

una notte
aggiunta alla notte
che specula nel buio per appiccicarsi

urlo

*
urlo che disperde
le superfici piccole, senza la possibilità  di emettere
l’estensione di un ricordo -le varietà diverse
delle more

il poterti chiedere di aspettare assieme la neve
di essere il primo ad alternare i balli
perché non esca il sole

ché non resti solo
l’occhio impavido al sovrastare di un’idea
che senza sole si muore nel bicchiere
come mandorle

-amare

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