sabato 29 ottobre 2011

mi svesti, mi rivesti 
con il gioco dei fili
un’oscillazione, appena
un timbro di voce

un dove, quando non ci sei
basterebbe la bocca piegata, piegato il collo
una manna di sole caduta per la notte
la finestra, resa superflua 
dallo scorcio avverso
dalla misura di te, dai baci
per non lasciarmi andare

lunedì 10 ottobre 2011


rapido il gusto, la forma che incarna multipli
poi singoli, a decidere il bivio, una traccia
le bricioline bianche come misure sottopelle
invenzioni di anni felici; il gelo che aggrappa
coordinate fragilissime ai fili dell’altalena

sabato 8 ottobre 2011


secche le pupille, oltraggiata
la bocca mai sapida, mai dolce
la sete assente, come la fame
la rabbia che non torna
una morte che mi prende
battendo alla gola il mio tacere

venerdì 7 ottobre 2011

rimane vuota nella notte l'impronta che spreme 
il nostro stenderci a dormire; come concerti 
chiusi nelle lampadine, quasi fossero lune